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Reportage: I nuovi linguaggi espressivi

La fotografia di reportage negli ultimi anni ha subito dei cambiamenti abbastanza radicali. Tutt'oggi c'è un continuo mutamento che vede, nei grandi autori attuali e nelle giovani promesse (es. il fotografo israeliano Oded Balilty), una continua ricerca di un vero e nuovo "linguaggio espressivo".
La tecnica fotografica da "purista" della foto e le migliori tecnologie del mezzo utilizzato sono messe in "disparte" per dare invece maggiore risalto all'espressività e all'estetica del soggetto inquadrato. In questo scenario è quindi il "soggetto" e la sua rappresentazione nel contesto specifico che hanno una valenza maggiore; è premiata l' "Idea" dello scatto e la sua forza narrativa e non certo la foto tecnicamente perfetta (foto nitida, regola dei terzi ecc. ecc.) ma sostanzialmente vuota di contenuto.
Il più delle volte l'autore cerca nella sua foto una contaminazione esterna: luci filtranti, flare ben distribuiti all'interno del fotogramma, giochi di riflessi/ombre e repliche dei soggetti. Spesso nella costruzione dell'immagine si fa ricorso all'utilizzo di piani multipli dove i diversi soggetti vengono distribuiti mediante uno schema di piani focali differenti. Non meno importante è l'uso di tagli fotografici al limite del lecito, di piani inclinati, di punti di ripresa spinti (dall'alto o dal basso) e di elementi di incorniciamento dei soggetti.

*** Osserviamo le seguenti foto di esempio per farci un'idea di quello che si è appena detto:

Francesco Zizola, esempio piano inclinato (FOTO di Francesco Zizola)
Come si può notare la foto presenta l'uso sapiente di un piano inclinato che rompe la rigidità delle tradizionali regole compositive. Nonostante ciò la lettura non ne risente anzi vi si legge un maggiore dinamismo e un forte rapporto che si crea fra l'orizzonte pendente verso destra e le reti trasportate a spalla dal bambino.
Francesco Zizola, esempio replica (FOTO di Francesco Zizola)
In questo ritratto si nota un esempio di replica rappresentata dalla doppia proiezione dell'ombra colonna-uomo sul muro, che oltre a creare un gioco geometrico va a riempire la parte destra dello scatto altrimenti vuota.
Paolo Pellegrin, piano inclinato e flare. (FOTO di Paolo Pellegrin)
In questo scatto il punto di ripresa dall'alto permette all'autore di entrare prerompentemente nella scena e l'uso del piano inclinato, oltre a dare il solito dinamismo, questa volta è atto a raddrizzare la sedia e la vecchietta a destra.Mentre si può notare sulla persona in alto, la cui ombra entra in replica nel fotogramma riempiendolo, un flare, dovuto al controluce, che sembra non preoccupare l'autore.
Paolo Pellegrin, utilizzo di multi piani (FOTO di Paolo Pellegrin)
Questa foto è un classico esempio di uno scatto che presenta dei soggetti in primo piano sfocati e quindi meno importanti ma che indirizzano la lettura in alto a destra dove un altro bambino, sapientemente incorniciato dalla finestra, sta osservando qualcosa in mezzo alle macerie. Quindi ai fini dello scatto la tragedia di questi bambini kosovari che vivono la loro esistenza in mezzo alla guerra è stata raccontata.


Adesso, possiamo affermare senza ombra di dubbio che molto spesso le tradizionali regole compositive sono infrante, anzi oserei dire superate, per creare una nuova sintassi atta a valorizzare la rappresentazione dello scatto, magari un semplice evento festoso ripreso in uno dei tanti villaggi africani o una qualsiasi tragedia che si sta consumando o che si è consumata nel mondo. Il Reportage Sociale trova la sua forza espressiva, nuda e cruda, per mantenere lo stato delle cose e raccontare la realtà come si presenta con la missione di smuovere le coscienze, non quindi per scadere nella retorica. L'autore è DENTRO la scena, imbevuto nell'avvenimento, drammatico o non, e da questa posizione privilegiata lo consuma, lo racconta, per poi farlo rivivere nella testa, nel cuore e nell'animo del futuro osservatore!!!!

Nell'ottica del discorso iniziale, una tecnica a cui spesso si fa ricorso, per quanto concerne la composizione, è il controcampo con cui si tende a dare immediatezza alla lettura dello scatto. Grazie all'utilizzo di soggetti poco nitidi in primo piano, più o meno invadenti all'interno del fotogramma, si guida l'osservatore verso la "Rivelazione" rappresentata a fuoco e ben in evidenza, nei piani successivi. Trasgredendo quindi i canoni compositivi è facile trovarsi di fronte a scatti che presentano figure in primo piano che entrano dirompenti nel fotogramma per accompagnare la lettura spesso verso un'uscita, passando naturalmente attraverso il soggetto principale che racchiude l'essenza dello scatto, dove non si può far altro che soffermare la propria attenzione. Il linguaggio utilizzato tende a valorizzare gli elementi significativi della rappresentazione in modo tale da esaltare l'espressività del soggetto principale e quindi il messaggio sociale, recondito di cui lo scatto è intriso.

*** A tal proposito vediamo altri esempi dei maestri del reportage:

Francesco Zizola, Esempio di controcampo e replica (FOTO di Francesco Zizola)
Questa foto è un bellissimo esempio di uno scatto su due piani che utilizza la tecnica del controcampo e mette in replica i due soggetti rappresentati. A mio avviso è la sintesi di questo nuovo linguaggio d'espressione. Un primo piano caratterizzato da un bambino africano che entra in scena, in modo quasi impalpabile ma prerompente occupando gran parte del frame. Allo stesso tempo, grazie ad uno spiraglio creato dalla posizione del soggetto (sapientemente colto dal fotografo), lascia intravedere nel piano focale successivo, con nitidezza quasi cinica, il soggetto in replica e il suo dramma esistenziale...
Alex Majoli, utilizzo di multi piani (FOTO di Alex Majoli)
Questa foto è un esempio chiaro di elementi distribuiti su più piani focali. Questa scena, nell'ospedale psichiatrico di Leros in Grecia, è caratterizzata dalla persona sfocata in primissimo piano a destra che ci conduce subito al piano successivo, dove un uomo duro nello sguardo e con la mano protesa verso sinistra, ci conduce verso un altro, dove vi è la persona oggetto delle sue attenzioni. Alla fine della lettura, passando per una quarto personaggio, si viene attratti dall'ultima figura posizionata al centro sul piano più lontano, poco nitida, ma la cui attenzione sicuramente ci cattura. Sembra di vivere il loro dramma come in una scena di un film!!!
Alex Majoli, utilizzo di più elementi (FOTO di Alex Majoli)
Con questo scatto ancora nell'ospedale psichiatrico di Leros, invece si può notare un esempio chiaro di elementi distribuiti attraverso un'entrata, il soggetto e l'uscita su più piani focali. Leggendo lo scatto da sinistra verso destra si nota che l'entrata dirompente in primo piano delle mani che applaudono, portano la lettura verso il soggetto al centro sofferente e supplichevole, per poi condurla verso l'uscita a destra dove una persona sembra incurante dell'avvenimento che si sta consumando.


Molto importante è anche l'ambientazione dello scatto e la luce utilizzata. Spesso le fotografie sono effettuate in interni poco luminosi, dove l'unica fonte di illuminazione può essere una lampadina interna o la luce filtrante dall'esterno (magari da una finestra, da una porta o piccolo lucernario...). In questi casi il soggetto deve essere ben irradiato dall'uniche e poche fonti di illuminazione esistenti e l'esposizione deve essere presa per le alti luci in modo tale da mostrare quello che interessa e far chiudere tutto il resto, come normale visti i presupposti, verso il nero. Ecco perchè è importante anche la distribuzione degli elementi significativi e del soggetto principale all'interno del fotogramma in modo tale da occupare le zone di illuminazione presenti.

*** Vediamo altri due esempi che ci possono chiarire le idee:

Paolo Pellegrin, Esempio di illuminazione in interni (FOTO di Paolo Pellegrin)
Questa foto, effettuata in Kosovo, è un esempio di fotografia effettuata all'interno di una stanza, la cui illuminazione è prodotta da due comuni lampadine. La prima posizionata a destra dello scatto riempie il fotogramma mentre la seconda, posizionata dietro il soggetto rappresentato, quasi sovrapponendosi, crea una contaminazione di luce.
Francesco Zizola, Esempio di illuminazione in interni (FOTO di Francesco Zizola)
Questa foto è un esempio di fotografia effettuata all'interno di una capanna la cui illuminazione è prodotta dalla luce filtrante di una finestra. E' possibile osservare come l'autore ha sfruttato la luce cogliendola sul viso dei soggetti rappresentati in modo tale da evidenziarne gli occhi così da mettere in risalto il ritratto stesso e tutte le emozioni che contiene. Si può notare anche che l'esposizione per le alti luci ha chiuso i neri del fotogramma.


Come già accennato gli autori per questo tipo di fotografia non amano attrezzature altamente tecnologiche ma preferiscono un corredo più tradizionalista, camere fotografiche meccaniche o le vecchie ma sempre affidabili macchine a telemetro, in modo tale da essere liberi dai meccanismi e meno ingombrati dal corredo. Importante anche l'utilizzo di focali corte e grandangolari anche spinti (20mm), da preferire quelli con focale fissa. Da sottolineare anche la maggiore discrezionalità che si ottiene nei confronti del soggetto e quindi le maggiori possibilità di essere accettati spesso nel proprio dramma personale.

Precursore di questo nuovo linguaggio fotografico, in ambito della fotografia di reportage sociale, è stato sicuramente Michael Ackerman mentre i maggiori esponenti della scuola italiana sono Paolo Pellegrin , Francesco Zizola e Alex Majoli: quest'ultimi accomunati da un'esperienza nella "mitica" agenzia Magnum Photos e dai diversi riconoscimenti a livello mondiale.

*** Vediamo gli ultimi due esempi proposti:

Michael Acherman, Esempio uso del mezzo #1 (FOTO di Michael Acherman)
Questo scatto, quasi visionario, è stato fatto in India con una comunissima macchina giocattolo, la HOLGA, come a sottolineare che non è importante il mezzo ma la rappresentazione e la sua forza narrativa. Lo scatto 6x6 utilizza la tecnica del controcampo.
Michael Acherman, Esempio uso del mezzo #2 (FOTO di Michael Acherman)
Questo secondo scatto, ancora più visionario del precedente, è stato fatto in India con una comunissima macchina panoramica, HORIZON.

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